India e Regno Unito finalmente unite da… l’energia solare!

Tra India e Regno Unito si inizia a rafforzare finalmente l’unione sul fronte del settore fotovoltaico. Infatti, entrambi i paesi quest’anno hanno in mente d’avviare un’ulteriore progetto innovativo che riguarda, anche quest’anno, l’energia solare. Già l’anno scorso, grazie alla Solar Alliance i due paesi hanno avuto modo di instaurare un rapporto molto solido, tutto questo avvenne durante la COP 21 di Parigi, la conferenza sul clima che si tenne proprio a Parigi, in Francia, nel Dicembre 2015.

Narendra Modi e Theresa May, i due premier dei rispettivi paesi (India e Regno unito per l’appunto), hanno deciso instituire un centro di sviluppo e ricerca sulla clean energy, l’energia pulita.

Il centro, che porterà il nome di “India-UK Clean Energy R&D Center”, è stato stanziato grazie ad un investimento di 11.2 milioni di euro, l’equivalente di 10 milioni di sterline.

Per quanto riguarda l’India, il governo ha deciso di investire 6 milioni in un totale di 5 anni, grazie al contributo dalla Research Councils UK.

Theresa May crede molto nel progetto, ed è fermamente convinta che questi due paesi, insieme, potranno creare ed in seguito sviluppare tanti altri progetti insieme.

C’è da dire però, che il Regno Unito, sta già passando da un mercato d’energia solare primario ad uno secondario, tutto ciò rimanendo all’interno dei confini del proprio paese.

Anche perché, grazie alla fine di tutti gli incentivi del regime di ROC, c’è stato un rialzo notevole delle installazioni su durante la fine del 2015, pensate che ha superato i 4 GW.

Per cui, da lì la compravendita degli impianti fotovoltaici, ha iniziato a diffondersi sempre di più.

Mentre per quel che riguarda l’India, la crescita che sta riscontrando è degna di nota, settimane fa proprio il ministro indiano ha annunciato un nuovo obiettivo riguardante il settore fotovoltaico che vorrebbe fosse raggiunto. Si tratta di 15 GW entro l’anno 2017, concentrando gli investimenti soprattutto in quella percentuale di popolazione (che corrisponde al 40% circa) che ancora non ha l’opportunità di sfruttare la semplice energia elettrica.

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