Maggio 2002

 
 

Il compostaggio domestico è un processo naturale di trasformazione di materiali o sostanze biodegradabili, praticabile dai cittadini che risiedono in abitazioni con orto o giardino.  

 

Viene chiamato processo naturale in quanto vengono imitati i processi che in natura riconsegnano le sostanze organiche al ciclo della vita. Infatti possiamo notare ad esempio come in natura  le foglie cadute dagli alberi si decompongano lentamente e tornino a diventare componenti del terreno.

 

Una buona parte dei rifiuti prodotti è composta da rifiuti organici della cucina e del giardino o dell’orto. Il compostaggio di questi rifiuti è la soluzione più naturale e più semplice per smaltire questi rifiuti e ottenere dell’ammendante da restituire al terreno.

E’ quindi un peccato gettarli nei cassonetti delle immondizie, dato che possono essere considerati non più un rifiuto ma un materiale da riutilizzare.

 
 

I benefici che si ottengono dal compostaggio domestico possono essere di tipo ambientale e di tipo economico.

 

Benefici ambientali: I rifiuti organici non vengono smaltiti, ma vengono riciclati, riducendo in questo modo la produzione di rifiuti.

Si ottiene un prodotto naturale che sostituisce l’utilizzo dei concimi chimici.

 

Benefici economici: I rifiuti organici non vengono più consegnati al Comune, il quale non dovrà più sostenere il costo per il trasporto e lo smaltimento.

I cittadini che praticano il compostaggio domestico evitano di consegnare al Comune consistenti quantità di rifiuti da inviare allo smaltimento, di conseguenza è possibile ottenere una riduzione della tassa o tariffa sui rifiuti. Questa va formalizzata con la sottoscrizione di un atto che impegna i cittadini ad una costante pratica del compostaggio domestico ed abbinata a controlli periodici di verifica.

 
 

Avanzi di cucina: residui di pulizia delle verdure, bucce, pelli, filtri di the, fondi di caffè

Scarti del giardino e dell’orto: legno di potatura sfalcio dei prati, foglie secche, gambi, fiori appassiti

Altri materiali biodegradabili: carta non patinata, cartone, segatura e trucioli provenienti da legno non trattato 

   

Avanzi di cibo di origine animale: carne, pesce

Piante resistenti alla degradazione: foglie di magnolia, aghi di conifere, bucce di arancia

Lettiere per i cani e i gatti 

   

Vetro, plastica, metallo, tessuti

Carta patinata (riviste)

Pile scariche, vernici, farmaci scaduti

 
 

Scegliere il luogo adatto dove posizionare il composter: il cumulo va posto all'ombra d’estate: l'ideale sarebbe all'ombra di alberi che in inverno perdono le foglie, in modo che in estate il sole non possa essiccare il materiale, mentre in inverno i tiepidi raggi solari accelerino le reazioni biologiche.

   

La preparazione del fondo: è bene preparare un fondo con materiale legnoso e mescolare del terriccio con i primi resti organici. In questo modo si facilita l’avvio del processo e si garantisce il drenaggio dell’acqua in eccesso.

   

Miscelare gli scarti da compostare: gli scarti più umidi devono essere sempre miscelati con quelli meno umidi. La miscelazione si può ottenere mediante la stratificazione alternata, cioè formare degli strati alternando il materiale umido con quello secco. 

   

Rivoltare e mescolare: occorre rivoltare periodicamente il materiale in modo da facilitare il ricambio d’aria. Si consiglia: in inverno 1 rivoltamento ogni 3/4 mesi, in estate 1 rivoltamento ogni 2 mesi.

   

No ai materiali non compostabili: non devono essere introdotti materiali come plastica, lattine, vetro e in modo particolare materiali inquinanti (pile, medicinali, vernici)

   

Garantire l’aerazione: l’ossigeno è necessario ai microrganismi per compostare i rifiuti organici. Se l’aerazione è adeguata non si formano cattivi odori.

   

Controllare l’umidità: la giusta umidità si ottiene:

- mediante un’equilibrata miscelazione degli scarti;

- evitando il ristagno dell’acqua in eccesso: alla base del cumulo mettere uno strato di materiale legnoso;

- innaffiando se necessario.

La giusta umidità si misura con la prova del pugno. Premere un pugno di materiale presente nel composter, se usciranno alcune gocce di liquido si ha l’umidità ottimale, se usciranno molte gocce di liquido l’umidità è eccessiva, se invece non uscirà nessuna goccia di liquido, l’umidità è scarsa.

Per risolvere il problema dell’umidità troppo eccessiva si consiglia di aggiungere dei rifiuti secchi. Se invece si ha un’umidità scarsa si consiglia di annaffiare un po’.

 
 

A seconda dei tempi di compostaggio si distinguono 3 tipi di compost:

 

1) compost fresco (dopo 2/4 mesi)

2) compost pronto (dopo 5/8 mesi)

3) compost maturo (dopo 12/18/24 mesi)

 

1) il compost fresco è un materiale ancora in corso di trasformazione biologica ed è ricco di elementi nutritivi. Si può utilizzare per la concimazione dell’orto ad una certa distanza di tempo dalla semina o dal trapianto della coltivazione. Da evitare il contatto diretto con le radici.

 

2) il compost pronto è un materiale già stabile in cui l’attività biologica non produce più calore. E’ utilizzabile per fertilizzare l’orto o il giardino subito prima della semina o del trapianto.

 

3) il compost maturo è il compost che possiede il minor effetto concimante, ma che presenta caratteristiche idonee al contatto diretto con le radici e i semi. E’ indicato soprattutto come terriccio per le piante in vaso e per le risemine e i rinfittimenti dei prati.